La scelta dei territori sperimentali è stata spesso dettata dalle quattro regioni per la varietà dei contesti socio-economici e delle strutture necessarie a un’osservazione completa dei sistemi d’orientamento.
I procedimenti utilizzati dalle coordinatrici delle quattro regioni sono stati preparati nell’ambito d’incontri interregionali, regolarmente tenuti per l’intera durata del progetto (preparazione di strumenti e metodologie, supporto alla realizzazione…) e che hanno costituito il «filo d’Arianna» del progetto. Le coordinatrici erano animate dalla coordinatrice della regione Rhône-Alpes, incaricata dal «Pôle Rhône-Alpes de l’Orientation» per conto della regione. Per la realizzazione nei territori, ogni coordinatrice si è appoggiata a uno o due gruppi di lavoro locali cui partecipavano i professionisti principali dell’orientamento del territorio. I lavori realizzati in ogni regione non sono stati necessariamente effettuati allo stesso ritmo né approfonditi allo stesso modo, ma tutti sono riusciti. Ciò ha permesso una migliore complementarietà fra le diverse regioni.
Ogni territorio sperimentale prescelto presenta un contesto specifico, ma si osservano grandi differenza per quanto riguarda il mercato del lavoro e il tasso di disoccupazione.Il pubblico accolto non gode quindi degli stessi atout da una regione all’altra.
Non esistono necessariamente strutture specificamente dedicate all’orientamento in tutte le regioni. Può trattarsi di organismi i cui obiettivi sono differenti (inserimento, lavoro, accoglienza del pubblico per una molteplicità di richieste…), che operano nel campo dell’orientamento. Possono essere di tipo privato, pubblico, volontario o associativo e disporre o meno di uno specifico ordine in merito. I diversi tipi di pubblico accolti sono globalmente gli stessi, ma ogni regione ha definito le priorità relative all’accoglienza di specifici tipi di pubblico, corrispondenti sia al suo contesto socio-economico sia al suo sistema d’orientamento.
Le competenze dei professionisti sono molto incentrate sulle informazioni sul mercato del lavoro o sulla formazione, sull’ascolto e la psicologia. Ma non è possibile determinare come le suddette competenze vengono realizzate né quali sono gli strumenti utilizzati a tale scopo.
Le attività e la prassi sono molto diverse e non esiste un mestiere-tipo di professionista dell’orientamento né alcuna formazione specifica che prepari a tale mestiere.
All’epoca del loro ultimo incontro, i coordinatori delle quattro regioni hanno osservato i punti forti ed i punti deboli delle strutture e delle reti dell’orientamento dei loro territori. Hanno liberato un certo numero di punti comuni.
Durante il progetto DROA, si è rivelato che i sistemi e gli approcci di qualità in materia di orientamento attivo sono differenti nelle regioni dei 4 Motori. Certe delle regioni hanno un approccio piuttosto riflessivo intorno al processo di orientamento, altri hanno un approccio piuttosto centrato sulla ricerca della qualità totale e la ricerca di standard qualità. Al di là di queste differenze dei punti comuni sono state segnate. Un lavoro di riflessione ha portato a formulare delle raccomandazioni comuni per il miglioramento della qualità dell’orientamento.